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George R.R. Martin alle prese con le pene della scrittura



Molti di noi mettono i propri autori preferiti su un piedistallo. In qualche modo riusciamo a convincere noi stessi del fatto che solo perché loro hanno successo e scrivono parecchio, allora non possano soffrire di carenza di fiducia in sé stessi o del blocco dello scrittore. Generalmente non è proprio così. L’autore di “A Song of Ice and FireGeorge R. R. Martin non fa eccezione a questi processi e tribolazioni tanto comuni.

Perciò io9 ha fatto una lunga intervista a Martin durante il Comic-Con. E se dico lunga, intendo dire davvero lunga. Nel loro post c’è addirittura un link alla trascrizione originale perché era troppo lunga. Ad ogni modo, sono state date davvero delle gran belle risposte e qui potete leggere alcuni dei suoi pensieri sullo scrivere molto interessanti.

L’intervistatore ha fatto riferimento al fatto di aver sentito che a Martin effettivamente non piace scrivere. Lui ha risposto:

Già. Nulla di originale. L’hanno detto un sacco di scrittori. Ma scrivere è dura. Voglio dire, mi siedo e mi metto al lavoro. Cavolo, ci sono giorni in cui mi alzo e dico “Dove diavolo è andato a finire il mio talento? Guarda che merda che sto producendo. È terribile. Guarda, questo l’ho scritto ieri. Lo odio, lo odio.” E riesco a vedere una scena nella mia mente; e quando butto giù le parole, queste sono sgraziate, e la scena non sta venendo come dovrebbe. È veramente frustrante. E invece ci sono giorni in cui fili come un torrente. Apri le dighe, ed ecco fatto. Pagine e pagine in arrivo. Da dove diavolo viene tutto ciò? Non lo so.

Sentimenti da scrittore, gente.
Se consideriamo che Martin lavora su A Song of Ice and Fire sin dai primi anni 90, potrebbe essere possibile che abbia perso interesse nelle storie dei suoi personaggi?

Sai, non proprio – perché ancora non ho finito con la storia che voglio narrare. La storia che avevo in mente nel 1991 non è ancora finita. Penso che se alla fine riuscirò a terminare questi sette libri, o quanti ne saranno, sarò veramente stanco di tutto ciò. Non è detto che avrò effettivamente voglia di ritornare a raccontare altro su quelli che sono sopravvissuti [dopo l’epilogo]. Ecco che ti imbatti in cose come uno Sherlock Holmes, un Reichenbach Falls, per cui [gli autori ci hanno detto]: “Sono stufo di Sherlock Holmes, non voglio scrivere mai più nessun tipo di storia su di lui.” Ma io non ho finito neanche una singola storia. Per quanti libri possano essere, per quante parole possano essere, è comunque una storia. Una storia che non è ancora finita. Io voglio finire ti raccontare quella storia. E quindi continuerò a scriverla.

A per tutti coloro che danno di matto sul fatto che Martin possa non finire la sua amata serie, lui risponde: “Sono più che determinato a finire Ice and Fire”.

 [Le città libere]: ..e anche noi non vediamo l’ora di finire di leggere la tua storia *_*

Fonte: themarysue
Tradotto da Enzo Santilli
Valentina

Valentina

Lettrice incallita, serial-dipendente e disordinata cronica!
La passione per la saga "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" e l'hobby per i social media mi hanno portato a realizzare col tempo questa grande community! Grazie a tutti dei vostri commenti e continuate a seguire "Game of thrones - Italian fans" 😀
Valentina