Crea sito

Isaac Hempstead-Wright parla di Bran Stark



In quest’ultima intervista, Isaac Hempstead-Wright racconta come è stato crescere all’interno della serie, e se gli è stato permesso di guardare Game of Thrones quando ha iniziato a lavorarci ad una così giovane età. Isaac ci porta nel profondo del suo Bran Stark, inclusi riferimenti alla parte più mistica dello show, e la sua perseveranza che lo porterà ancora più a Nord in questa stagione. Isaac inoltre va’ a toccare un tema caldo sia per gli spettatori che per George R.R. Martin: la serie arriverà alla fine dei libri?

GQ: Come è stato crescere nella serie?

In realtà la serie non ha dominato la mia vita come molti credono. Dato che l’ho fatto da piccolo, era come una cosa che avrei fatto nel tempo libero. A vedere dove è arrivato ora, da quell’audizione che ho fatto per il pilot di una sconosciuta serie di libri, è da impazzire.

GQ: Avevi solo dieci o undici anni quando hai recitato nel pilot. Eri almeno autorizzato a vederlo?

È stato un lento procedimento. La violenza era piuttosto smascherata perché ti ritrovi a gironzolare su un set con teste decapitate e secchi di sangue con i quali devi farti fotografare. [Ride] Quindi, quando è ora di guardarlo, sai che ci sarà un ragazzo a pompare sangue fuori da un corpo, nascosto dietro la roccia. Il sesso è stato un po’ più difficile, ma mia madre me ne ha parlato in modo ugualmente inappropriato. [Ride]

GQ: Cosa pensi che le persone amino di più di Bran Stark?

Penso che il suo elemento mistico sia decisamente intrigante. La cosa bella della serie è che la magia non è così forte nel regno. Sembra più, come nel nostro mondo, che molti dei personaggi siano scettici al riguardo quanto noi lo saremmo riguardo draghi e zombie. Questo rende la magia della serie non solo più reale, ma oltretutto anche molto più interessante.

GQ: Bran è un personaggio forte e con molta determinazione

Eh sì. Ho spesso pensato che sarebbe stato bello essere uno dei personaggi combattenti o avere una spada, ma anche se Bran non è proprio il più eccitante dei personaggi, è decisamente uno dei più veri. Gli ostacoli che si ritrova ad affrontare – come perdere le sue gambe e la sua famiglia – penso che siano altrettanto difficili (se non di più) di qualsiasi delle battaglie fisiche che gli altri personaggi devono affrontare.

GQ: Perché pensi che Bran sia così saldo nei suoi principi, e così forte nella sua volontà, al punto da continuare ad andare a Nord anche se è probabile che non finisca bene per loro?

C’è questa forza che lo guida dentro di lui, e non sono nemmeno sicuro che lui sappia effettivamente cosa sia. Come dice chiaramente nella terza stagione “Io non voglio andare. Devo andare”. Somiglia molto più ad un dovere piuttosto che un sogno che sta inseguendo. È come una corda che lo tira e non lui che salta verso l’ignoto. Anche se penso che sappia quanto è pericoloso dove sta andando, questa spinta e l’obiettivo finale gli fanno dimenticare tutto il resto per farlo concentrare solo su quello.

GQ: Voi attori vi preoccupate di raggiungere i libri di George R.R. Martin?

In effetti è una cosa interessante da discutere, dato che nella quarta stagione molte delle storie vengono velocizzate o rallentate e ci sono alcuni vicini alla fine della storyline, mentre altri ne sono molto lontani. Immagino che sia una delle più grandi paure di George, che lo show raggiunga i libri, cosa che inevitabilmente accadrà a meno che non faccia uscire il prossimo libro. Ma non mi sembra che noi siamo molto preoccupati al riguardo, perché David [Benioff] e Dan [Weiss] conoscono la fine. In un certo senso, seguiamo David e Dan piuttosto che i libri. È inevitabile che alcune cose vengano messe da parte. Stringendo i libri, le storie vengono gestite in modo diverso. Molto più dei libri, sono importanti il copione e i produttori per noi.

GQ: Chi è sul set il tuo BFF (n.d.t. Best Friend Forever) con cui hai legato di più?

Penso che sia Kristian [Nairn], che interpreta Hodor. Considerando che sono attaccato alla sua schiena per tutto il tempo, abbiamo legato piuttosto bene. [Ride] Molti dei nostri interessi coincidono. Siamo entrambi videogiocatori e lui ha un affilatissimo, fantastico senso dell’umorismo. Quando canticchio le canzoni di SpongeBob o simili, è sempre lì con me. [Ride]

GQ: Oltre te stesso, qual’è il tuo personaggio preferito?

In realtà adoro Joffrey. [Ride] Non come persona, ma nel senso che lui è molto interessante per uno studio sul personaggio, perché è quel tipo di adoloscente ormonale e un po’ matto a cui è dato un potere assoluto ed è assolutamente corrotto. È intrigante vederlo distrutto dall’interno a causa di ciò.

Fonte: GQ
Traduzione: Simona Seylin
Simona Seylin Giusti
Contact me

Simona Seylin Giusti

Una ragazza di Roma, semplice e spontanea, molto attenta al mondo circostante. Ma al tempo stesso che ama perdersi nei mondi fantasy, soprattutto attraverso la lettura, senza dimenticare film e serie tv
Simona Seylin Giusti
Contact me