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Intervista a Raleigh Ritchie



Ecco di seguito l’intervista di marzo realizzata dalla rivista online fiasco a Raleigh Ritchie tradotta in italiano da Erin e Simona. Buona lettura e ricordate di lasciare un commento ^_^

 

Raileigh Ritchie, che ha preso il soprannome dai Royal Tenebaums (serie tv americana degli anni ’70, ndt) combinando il nome di due personaggi, non apprezza molto l’essere conosciuto come “attore diventato musicista”. Precedentemente visto in Kidulthood e Game of Thrones, Raleigh (vero nome Jacob Anderson) ha scritto canzoni fin dalla prima adolescenza, fermandosi infine su un genere che potrebbe prestarsi al nome di neo-soul o R’N’B elettronico. In ogni caso, i due EP di Ritchie – The Middle Child” e “Black and Blue – sono pezzi evocativi, riflessivi, che usa come lettere, confessionali e come mezzo per esaminare l’anima.

Ha un nuovo EP in uscita a metà Aprile ed un album intero (con la Columbia) nella seconda metà dell’estate. È un ragazzo pieno di impegni e siamo riusciti a raggiungerlo tra una sessione e l’altra, acchiappandolo in uno studio gelido ad East London, dove fuma molto, beve parecchie tazze di te e parla del suo EP di spicco “Black and Blue”, in particolare, dell’ipnotica “Bloodsport” che l’ha fatto conoscere ad un pubblico tutto nuovo.

Raleigh Ritchie - verme grigio in Game of Thrones

Raleigh Ritchie – Black rabbit print sweatshirt by McQ Alexander McQueen

FIASCO: Preferisci “Black and Blue” come prodotto, perché?

Raleigh Ritchie: Penso che “Black and Blue” parli di più di cosa voglio fare in termini musicali, dove sono diretto, è molto più vicino di “The Middle Child”. “The Middle Child” ha molto dell’estate, di come mi sentivo all’epoca e “More” e “In too Deep” hanno l’atmosfera un po’ dance dell’estate 2013. Ma “B&B” è più mirato, una partenza per dove l’album vuole andare. Lo sto finendo, il che è fottutamente strano da dire. Dire a me stesso: farò uscire un album quest’anno dopo dio solo sa quanti anni…..è una cosa stranissima. Ho avuto molti attacchi di panico l’anno scorso, ma adesso sto bene, sono molto sicuro che ne sarò felice.

Quando prevedi che uscirà?

Direi verso la fine dell’estate, spero sia un buon album invernale. Ma come se fosse Settembre.

È onesto e a cuore aperto come ‘Black and Blue’?

È l’unico modo in cui riesco a scrivere. Si basa tutto su come mi sento riguardo alle cose. Ma scrivo raramente un’intera canzone fuori dallo studio, mi piace mettere insieme un pezzo e registrarlo lo stesso giorno. Mi piace trattenere (le emozioni, ndt) perché vuol dire che ci sarà un certo numero di imperfezioni, ma puoi mantenere le sensazioni, le emozioni che hai provato mentre scrivevi.

Come funziona con la tua musica? “Alla bella e meglio” mi colpisce come un certo tipo di suono, ma il tuo lavoro è raffinato nella produzione. La tua versione di “alla bella e meglio” è chiaramente differente da ciò che mi aspetto?

Sono un critico molto severo con me stesso, come molte persone. Ma cerco di incoraggiare le cose a rimanere come sono. Non ci sono molte revisioni e raffinature. Alcuni sentono una cosa che pensano vada bene in una canzone e potrebbe essere la cosa che io odio di più, tipo: ‘vorrei averlo cantato meglio’ o ‘vorrei aver usato una parola diversa’. Anche se, sinceramente, è ciò che racconta la storia, come lo comunico, che è più importante di una registrazione vocale perfetta.

Raleigh Ritchie - verme grigio in Game of Thrones

Raleigh Ritchie – Blue & white print jumper by Christopher Shannon, White t-shirt (underneath) by American Apparel, Dark grey jeans by Cheap Monday at Urban Outfitters

Paroliere o compositore? Cosa ti si addice di più?

Amo ascoltare musica. I suoni e la melodia sono importanti e posso essere molto dispotico quando lavoro con altre persone, e forse un po’ maniaco del controllo, ma sì, testi e narrazione sono la mia vera motivazione. Ho provato a scrivere canzoni per altri artisti, l’ho fatto e mi ha divertito, ma non è la stessa sensazione di quando scrivo per me.

Morrissey ti ha influenzato molto in questo, l’attenzione alla storia?

In gran parte è stato quello e il fatto che cantasse nel suo accento. Ho trovato molto strano che un cantante inglese cantasse in americano. Anch’io lo facevo agli inizi perché pensavo fosse ciò che dovevi fare. Ma non riesco a capire come si possa dire qualcosa di così personale e lasciarlo alla voce di qualcun altro. E Donnie Hathaway (cantante jazz/soul/blues americano) è stato di grande ispirazione per me, perché puoi sentire le sue emozioni, è così grandiosamente intensamente pieno di emozioni! Le sente davvero, al 100%, e tu capisci cosa sta passando.

È interessante che tu scriva sotto pseudonimo ma poi in canzoni come “Bloodsport” tiri fuori letteralmente le palle. È molto personale.

Tutto è cominciato perché non mi sentivo abbastanza coraggioso per farlo col mio vero nome. Suona un autocompiacimento (n.d.t. Letteralmente nel testo “una masturbazione”) e così tanti artisti lo dicono ma ti senti come se stessi pubblicando i tuoi diari, e quindi volevo proteggere un po’ me stesso. Ma andando avanti ed ora che ho pubblicato un po’ di musica, mi sono reso conto che non è più roba tua. Appartiene alla persona che lo ascolta. Finché non fai il live, allora ti ritorna indietro. Ovviamente, quando le persone ascoltano la musica lo fanno in contesti diversi. Non capivo questa cosa all’inizio. Ora semplicemente mi piace il nome, ed è assolutamente me, non c’è alter ego.

Si percepisce una sottintesa voglia di fuga in molte delle tue canzoni, in cui parli del non voler rivivere una situazione eppure riviverla attraverso la scrittura della canzone.

(ride) Non l’ho mai pensata in questo modo! Per me, è come provare a… è una cosa molto egocentrica che faccio, è narcisistica. La uso per aiutare me stesso a comprendere me stesso. Sento come se ci fosse una parte della mia vita – dai 17 ai 21 anni – dove mi sono semplicemente spento. È accaduto per una combinazione di cose, quindi solo recentemente sono riuscito a guardare indietro e “oh merda”. Ora ho 23 anni, e questo lavoro mi ha fatto guardare dentro me stesso più di quanto non facessi, anche se a volte è fastidioso. Sai, in termini di carriera le cose vanno piuttosto bene, ma non è tutto.

È stata una combinazione di musica, di incontrare nuove persone e di innamoramento che mi ha portato fuori dall’abuso di droghe e alcol e dallo stare molto tempo solo. Ho provato una forte sensazione di isolamento per un periodo piuttosto lungo. Qualsiasi città può essere il luogo più solitario. È stato un periodo davvero distruttivo a cui ho bisogno di trovare un senso per poter poi andare avanti e sono ancora nel bel mezzo del processo. Da questo punto di vista, scrivere una canzone è molto d’aiuto perché non sono molto bravo nel far capire alle persone come mi sento, perciò scrivere canzoni è il mio modo di farlo. In quelle, dico tutto ciò che non riesco a dire ai miei familiari o amici.

Raleigh Ritchie - verme grigio in Game of Thrones

Raleigh Ritchie – White t-shirt with black square print by Tourne De Transmission, Dark grey jeans by Cheap Monday at Urban Outfitters

È un cliché ma pensi di poter dire che la musica ti ha salvato la vita?

Direi proprio. Ho provato altre strade ma non ha mai funzionato per me.

Stavi recitando e hai avuto qualche successo nel campo per un periodo. Quando sei passato alla musica hai avuto paura delle etichette che ti sono state addossate?

Non è che sono diventato musicista per un capriccio perché ero stanco di recitare, farò ancora l’attore, ci sono altre cose che voglio fare ma non ho mai smesso di scrivere canzoni fin da quando avevo 14 anni. Da lì è venuto il punto di partenza da cui ho capito come volessi suonare ed è solo negli ultimi due anni che mi sono concentrato su cosa sono adesso. So dove vuole andare questo album, ma assolutamente non il suo genere, capisco che ci sono diversi elementi, e uno di quelli che si nota più facilmente è la mia voce in genere soul/R’n’B ma non è tutto ciò che so fare.

Riesci a vederti cambiare le carte in tavola e tenere le persone col fiato sospeso?

Nessuno riesce a guardare così avanti ma sono molto ottimista per una volta e direi che il mio secondo album potrebbe essere una roba fottutamente folk per quel che ne so adesso. Mi piacciono così tante cose e voglio divertirmi con esse e vedere cosa sono in grado di farci. Odierei mettermi dentro una sola cosa e stabilire che è ciò che sarò per il resto della mia vita.

 

Fonte: fiascoplus
Interview by Taylor Glasby
Photographer: Alex de Mora
Stylist: Francesca Prudente
 
Tradotto da Erin e Simona Seylin
 
Valentina

Valentina

Lettrice incallita, serial-dipendente e disordinata cronica!
La passione per la saga "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" e l'hobby per i social media mi hanno portato a realizzare col tempo questa grande community! Grazie a tutti dei vostri commenti e continuate a seguire "Game of thrones - Italian fans" 😀
Valentina